Tradizione di famiglia

ieri, oggi, domani

Il legame con la terra

Veduta storica del paese di Aramengo e colline nei dintorni
Diploma in vitivinicoltura di Sisto Serafino Rocca, nonno che ha dato il via alla cantina
Chiesa di Sant'Antonio Abate di Aramengo
 

Tradizione di famiglia

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Coltiviamo i nostri vigneti dal 1931.
A nonno Sisto Serafino per avviare l’attività sono bastati un diploma in vitivinicoltura, una pigiatrice e un torchio in legno.

All’inizio c’era solo l’ampio pendio alle spalle della chiesa del paese di Aramengo, un posto nascosto fra le colline del Monferrato astigiano, dove le ore scorrono tranquille e si respira l’odore di erba appena tagliata.

 
 
I FILARI E LE NUOVE VIGNE

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Dopo nonno Sisto, sono arrivate le due generazioni successive: ci siamo dedicati alla riprogettazione dei filari per affiancare il lavoro meccanico a quello manuale durante il periodo della vendemmia.

Non dappertutto, eh. Le nostre mani sono la cosa più preziosa che abbiamo e sono il nostro motore da sempre, soprattutto nei punti dove la pendenza è così tanta che le macchine non riescono ad arrivare.

Nel frattempo, le vigne diventano tre, quelle che cura oggi Gabriele, il cuore pulsante dell’azienda Rocca: Noè, Cisura e Montarbio.

Dettaglio della vigna in fase di maturazione
La vigna alta caratterizzata da una forte pendenza
 
 
L'interno della cantina completamente ristrutturato
L'interno della cantina durante i lavori
 
 
 

LA CANTINA

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Nel 2013 abbiamo ristrutturato la cantina, per dare più spazio all’innovazione, per far assaporare i nostri vini e per avere l’occasione di raccontare a chiunque lo desideri quello che c’è dietro la produzione di famiglia: esperienza, cura, fatica, tradizione.

ESPERIENZA ED INNOVAZIONE

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Ancora adesso impariamo dagli insegnamenti del passato, dai nostri antenati.

Siamo attenti alla tecnologia che fa muovere le cose sempre più in fretta, perché crediamo che possa essere di grande aiuto in agricoltura, sempre nel pieno rispetto dei tempi che il nostro territorio ci sottopone.

Una bottiglia di vino tra botti di acciaio e una botte di legno

E DOMANI?

Chissà: quello di cui siamo certi e che continueremo a fare il mestiere della vitivinicoltura con la stessa dedizione e amore che ci mettiamo ogni giorno da più di 80 anni.
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